
Vedere la musica a colori
È questa la sensazione prodotta da un fenomeno legato alla percezione sensoriale, ovvero una delle forme di sinestesia più diffuse, la combinazione mentale tra stimoli provenienti dalla modalità uditiva e la rievocazione, involontaria, di percezioni derivanti da un’altra modalità sensoriale, quella visiva.
Tale forma di associazione sinestetica tra percezioni sensoriali è stata ampiamente descritta da Oliver Sacks nel suo saggio Musicofilia. Un suono percepito da una persona con tale forma di sinestesia, può suscitare un’associ- azione con una caratteristica di tipo visivo (un colore, una luce più o meno intensa).
L’ esempio riportato da Sacks mostra come tale forma di sinestesia possa assumere modalità differenti, coinvolgendo diversi aspetti visivi (colore, ma anche grado di luminosità) e sonori specifici (suono singolo, tonalità musicale, modo maggiore o minore della scala, tipo di strumento musicale).
meccanismi neuronali coinvolti in questo
tipo di sinestesia
La particolarità di questo fenomeno ha influenzato alcuni recenti studi, i quali hanno cercato di comprendere i meccanismi neuronali coinvolti in questo tipo di sinestesia.
Ad esempio, la ricerca condotta da Zamm nel 2013, ha mostrato come le persone che manifestano forme di sinestesia del tipo musica-colore sembrano possedere, a livello neurologico, una maggiore connettività tra il lobo frontale e le aree del cervello deputate alle associazioni visive e uditive.
Questa particolare attivazione neuronale potenziata permette loro di percepire un’esperienza sensoriale multimodale, che, nella sua affascinante peculiarità, può essere semplificata nell’espressione “vedere i suoni colorati”.
La variabilità delle associazioni suono – colore
Le associazioni prodotte tra colori e suoni sono molto variabili, sia nel fenomeno della sinestesia, che in relazione alla creazione di associazioni a carattere artistico, e il codice associativo sembra variare da individuo a individuo.
Alcune ricerche hanno evidenziato come, in generale, le emozioni possono essere un fattore in grado di influenzare l’associazione tra una melodia e un determinato colore.
I brani percepiti come più allegri e vivaci (caratterizzati da tonalità musicali maggiori, tempo veloce) sono stati associati a colori brillanti e luminosi, mentre le melodie a carattere maggiormente meditativo e malinconico (tonalità musicali minori, tempo più lento) venivano spesso collegate a colori grigi o appartenenti a tonalità più fredde e spente.
Questi studi sembrano quindi confermare lo stretto legame che si può riscontrare tra il modo in cui musica, emozioni e colore vengono messi in relazione nella percezione della realtà esterna.
I risultati potrebbero costituire un fondamentale punto di partenza per approfondire la ricerca sulle associazioni suono-colore anche nel fenomeno della sinestesia.
Fonte: https://www.stateofmind.it/2020/05/musica-emozioni-colori/
